Buongiorno, lettori! Ieri per me é stata una ricorrenza particolare: il 9 gennaio del 2003, a 22 anni, iniziavo il mio primo ciclo di chemioterapia per un Linfoma di Hodgkin. Questo blog nasce proprio perché pensato, in origine, per consigliare libri a chi ora sta vivendo ció che io ho vissuto allora (motivo per cui parlo solo di alcuni).
Non essendo più riuscita a scrivere recensioni a causa del lavoro, ho pensato di ripartire proprio da una data cosí particolare, parlando di un libro legato a questo tema e che continua a ricevere ancora oggi premi e riconoscimenti (alcuni, come l'attestato di solidarietà del Presidente della Repubblica, vengono raccontati da Maura stessa nelle pagine finali).
Titolo: Diario di una kemionauta
Autore: Maura Messina
Prezzo: 15,00€
Pubblicazione: II edizione Ottobre 2016
Il titolo nasce dalla interpretazione di questa delicata fase della mia vita: mi é sembrato di entrare in un mondo con il quale avevo avuto (fino a prima di ammalarmi) un "non contatto"... Insomma lo avevo conosciuto per sentito dire. Come l'astronauta che atterra su un pianeta lontano, lontano e fuori rotta... Ecco perché Diario di una kemionauta. Eccomi atterrata su questo nuovo pianeta... All'apparenza tutto sembra ancora uguale a prima se non fosse che qui vige una regola ferrea: 'Bisogna stare attenti, attenti!?!' Cosa vorrà mai dire? Intendo attenti ai microbi, ai batteri, a ció che si mangia, a chi ci viene a trovare... In poche parole 'Attenti, attenti'.
Maura Messina é una giovane donna nata e cresciuta nella Terra dei fuochi e a cui, a 26 anni, viene diagnosticato un Linfoma di Hodgkin. Nel periodo della terapia, grazie al consiglio di un amico, inizia a scrivere il diario in cui racconta il suo 'viaggio' in un mondo fino ad allora sconosciuto. E lo fa con ironia e delicatezza, tanto da non risultare mai triste e pesante, neanche quando racconta i momenti più difficili.
La sua ironia é presente sin dall'inizio, nel modo in cui parla del contesto ospedaliero e della terapia, usando termini come 'avanzamento dei lavori dopo quattro passeggiate sul pianeta', 'assistenti di volo', 'limone di Sorrento' (con cui definisce il Linfoma stesso).
Torna la mia proverbiale positività [...] Io ho vinto la mia prova: mangiare un tarallo e bere un bicchiere di birra senza sentire il mio stomaco cantare lacrime napoletane... qualcuno penserà: 'E questo é tutto?'. Se questo é il vostro pensiero, sono felice di constatare che non avete mai avuto a che fare in alcun modo con questo strano pianeta nel pianeta.... Ogni kemionauta sa di cosa parlo, é una vera sfida riuscire ad assaporare un po' di birra fresca e degustare sereni un tarallo... [...] Cosa c'é di piú bello che tifare la propria squadra con le persone che ami di piú, dividendosi birra e taralli/gioie e dolori? Queste sono le finestre che si aprono sul pianeta Kemioland per farmi vedere più vicino il pianeta da cui provengo! Oggi é una splendida giornata!
Essendo Maura un'artista, ha raccontato il suo viaggio anche attraverso illustrazioni ad acquerello (aggiunte alla fine) e reso originale il diario anche per la grafica (pensata proprio da lei), sia per quanto riguarda i font che i numeri delle pagine: inizialmente sono indicate da un fondo a spicchi dello stesso numero delle sedute di chemioterapia (12), che pian piano aumentano di grandezza, come un conto alla rovescia, fino a che non si chiudono in un cerchio nero, rappresentando cosí il ritorno alla normalità e la fine della terapia. Poi lo sfondo con il numero, da nero diventa grigio, fino al classico numero nero su pagina bianca. É anche per tutto ció che é piacevole leggerlo.
Con il tempo dimenticheró questo assurdo pianeta su cui ho dovuto mettere piede... e dell'incredibile strazio patito resterà questa indecifrabile forza d'animo da spendere giorno per giorno nel mondo reale.
Dopo la pubblicazione del libro, per Maura é iniziato un altro tipo di viaggio: quello della presentazione in tv, radio, scuole.... Il suo diario é stato inserito in due tesine della Maturità di due studentesse di una scuola di Scampia, per la tematica della Terra dei fuochi.
PERCHÉ LO CONSIGLIO:
Chi come me ha vissuto la stessa avventura, si ritroverà praticamente in quasi tutto e credo faccia un effetto particolare leggere questo diario.
Io mi son ritrovata: nello stesso pensiero di sentirsi snaturati, del sentire tutto di più, che siano sensazioni, dolori, emozioni, odori o sapori; nella forza e nel sorriso che non avrei mai immaginato di poter avere, fino ad allora; nello shock della caduta dei capelli e nel cambio look a terapie finite (portavo una parrucca con le meches bionde: quando i capelli son ricresciuti, i colpi di sole li ho fatti davvero); nel distacco con cui ho sempre osservato e vissuto il tutto, avvantaggiata forse anche dal fatto di avere vent'anni.
Mi son ritrovata nella voglia di farcela per tutte le persone che avevo intorno (perché vivere queste situazioni non é semplice neanche per chi abbiamo accanto, non solo per noi) e che sono state importanti per tutto ció che hanno fatto (come dice Maura nel diario, riprendendo le parole di Ligabue: 'É l'amore che conta' in quei momenti e ció per cui essere grati quando poi la tempesta é passata: che é servita anche a farci capire chi conta veramente e chi ha saputo esserci). Mi son ritrovata nell'approccio del conto alla rovescia, perché ogni volta mi dicevo: 'Che bello, un'infusione in meno!', 'Che bello, mi restano solo due cicli/due infusioni!'.
Mi son ritrovata nel discorso della gratitudine per la cura ricevuta dai medici: la loro professionalità e sensibilità sono state i motivi per cui ho sempre avuto la sensazione di essere in buone mani e di sentirmi al sicuro, convinta del fatto che la guarigione sia un lavoro di squadra tra loro e noi. Per me la soddisfazione piú grande é stata poter dedicare loro la mia laurea, perché é stato anche merito loro se ho continuato a studiare riuscendo a laurearmi in tempo, senza andare fuori corso. E vederli contenti per questa dedica, é stata la ricompensa piú grande!
E poi mi son ritrovata nella cosa piú bella: il sostegno tra noi kemionauti ed in particolare con una mia quasi coetanea, Valentina, con cui avevo fatto amicizia dopo un mese di terapia, quando anche lei era capitata nel mio stesso giorno. Amicizia che allora era nata anche con il contributo delle infermiere che tra loro si dicevano: "Lei mettila vicino a Contessa, che sono amiche". Noi due ancora oggi, quando ci vediamo, riusciamo a farci sempre tante risate, a volte anche senza motivo, semplicemente guardandoci: il marito, dopo una serata passata insieme, le ha detto di esser rimasto piacevolmente stupito dal fatto che proprio noi due potessimo ridere cosí tanto.
Per i kemionauti di oggi non puó che far bene ed essere di conforto lo spirito con cui Maura lo ha scritto: se lo avessi letto allora, lo avrei considerato una carezza e mi avrebbe dato ancora piú forza. Leggere la storia di chi é uscito dalla tempesta regala ancora piú speranza.
Per tutti gli altri invece, credo che la lettura sia ancora piú indicata perché sarà motivo di riflessione per tutti gli spunti che offre.
Per me Maura é la prova di ció che ho sempre pensato: noi chemionauti o ex chemionauti, vediamo la vita da tutto un altro punto di vista, sconosciuto ai piú!
Devo ringraziare Paquito Catanzaro della stessa casa editrice di Maura, perché a primavera scorsa mi aveva contattata per il suo libro e, dopo avergli detto il motivo per cui il blog é nato, mi ha suggerito questo diario: grazie perché se posso avere tra le mani questo gioiellino, é merito tuo!
E grazie a Maura per avermi regalato emozioni uniche, perché non avevo mai letto un libro che affrontare in maniera diretta, la mia stessa avventura.






Commenti
Posta un commento